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"It doesn't matter what you do, as soon as you do it with Passion.."

Follia della salvezza

Sarà un esperimento, un folle esperimento. Voglio distruggere ogni forma ogni regola ogni struttura per poter superare i vincoli della ragione. L'unica possibilità che ho per salvarmi è andare oltre gli schemi tradizionali, anche a costo di addentrarmi in un ambiente inesplorato. Siamo io e te, l'uno di fronte all'altro, io che guardo te mostrare me, sí tu sei la mia immagine, tu sei mia, larappresentazione di ciò che sono dentro; e io ti guardo ti ammiro, mi compiaccio nel vedermi cosí sontuoso. Vedo un leone, si erge sopra una rupe, domina con lo sguardo la savana indeterminata. Sembra orgoglioso di sè, della sua potenza, della sua maestosità: vede tigri rincorrere gazzelle, elefanti muoversi numerosi in gruppo, giraffe rubarsi a vicenda la foglia piú alta dell'albero. Lui è fermo, statico, immobile, il vento gli scosta la criniera, sembra quasi una divinità che osserva dall'Olimpo le creature nel loro continuo affaccendarsi, silenziosa sembra perdersi in questa vista vaga. Forse stanco della veduta, forse della sua condizione, si allontana, si avvicina ad un baobab, chiude gli occhi e si immerge in un profondo riposo. Ritorno in me, mi accorgo di star fissando uno specchio, l'immagine riflessa è ritornata ad assomigliare alla mia controparte esteriore. Quel messaggio, quel leone, che cosa mi avrà voluto dire la mia coscienza? L'immagine iniziale riflessa era una proiezione del mio io, un dipinto della mia condizione interiore, perché allora mi ha lasciato questa visione, cosa devo ancora conoscere di me stesso che mi è celato?

Il mondo esteriore non è che una proiezione del nostro mondo

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Il tempo che ho perso

​​Stavo pensando alle mie paure dentro le tue foto,


Al mio ego divincolarsi fra le pieghe della tua anima,


Mentre lentamente la musica si alza ed impone con fare autoritario la sua melodia struggente, sfondandomi i timpani e la mente di mesti ricordi.


Mi sono rivisto dentro, 


Nei tuoi occhi, 


Ho assaporato a fondo la solitudine e il gusto amaro di ogni lacrima mentre osservavo il tuo sorriso.


I miei brividi e il tuo menefreghismo. 


Il mio amore e la tua indifferenza.


Ti ho sognata mentre ballavi e non ricordavi chi fossi. Ti ho sognata ignorarmi e ti ho sognata dannatamente felice.


Ho sognato di noi.


Poi ho ripensato al nostro amore maledetto dal passato, al nostro amore sporco senza futuro e pieno di rimpianti.


Vedi? Hai vinto tu, non faccio altro che pensare al nostro tempo,


Al tempo che ho perso,

 

Dentro di te.

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Moon

Volevo lasciarti il tuo tempo,ma non ce la faccio,ieri sera ho praticamente obbligato un mio amico ad uscire per questa triste e ventosa citta,con la speranza di incontrarti come si dice in questi casi " la speranza è l'ultima a morire",trovo difficile trovare anche solo un barlume di speranza nel mio cuore ormai,verso le 2 mi sono abbandonato su una panchina con una fra le viste panoramiche più belle che io abbia mai visto. Stavo per chiudere gli occhi e dedicarmi al buio ,quando l'ho vista,splendeva di una luce immensa.la luna. Sono rimasto a fissarla e i pensieri che arrovellavano il mio cervello ,per un istante sono scomparsi. Al che mi è venuta in mente una frase che ho letto tanto tempo fa :" Che importanza ha l'eternità della dannazione per chi ,in un istante ha provato l'infinito della gioia. Per me la gioia più grande sei stata tu. I tuoi occhi ,il tuo sorriso,il tuo viso è il mio quadro preferito." Purtroppo la notte non è stata clemente con la mia anima,ha aspettato in silenzio,ha covato nel buio è alla fine mi ha preso. Il buio,unico alleato e nemico di noi poveri sognatori. 

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Buona fortuna, occhi splendenti

Avresti potuto dirlo fin dall'inizio, ma non era nella tua natura vero? 


No, certo che no.


Eppure, nonostante l'odio che da dentro lentamente mi consuma, le mille promesse fatte e infrante, che ora non sono altro che fantasmi che infestano il mio castello, sono stanco di sputarti veleno.


Vedi, io non sono come te, non lo sono mai stato.


Ti ho raccontato tutto di me, le mille debolezze di una persona estroversa rinchiusa in un'armatura di insana timidezza. 


Sapevi, e sai, tutto.


Tutto ciò che può uccidermi.


Ridevi ai miei drammi esistenziali da povero complessato.


Ridevo anche io, per adattarmi al tuo sorriso.


Ricordi quando ti raccontai della paura di tornare ad essere l'uomo che ero? Lo sconfitto che con la testa chinata percorre sempre le stesse e monotone strade?! Ricordi quando ti avevo definita la scossa vitale che cercavo, il mio dannato compromesso di felicità?!


Certo... Certo che lo ricordi.


Era tutto vero purtroppo. Ma non ti importa, lo so.


Sorridi alla vita e lei ti sorriderà, anche senza di me.


Buona fortuna, occhi splendenti.

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Quella sera... A minor

Quella sera accesi la macchina e lasciai partire del blues,

Era un vecchio disco di mio padre, quelli che trovi nel porta oggetti dimenticati a prender polvere.

Le note scorrevano le une sulle altre, e lentamente, sospirando, prendevano vita.

Ricordo che si sentiva appena la chitarra urlare note strozzate, sul monotono ma vagamente sensuale giro di basso in la minore.

A dirla tutta, quella sera, di sensuale c'era ben altro in quella dannata auto,

Le tenevo la mano e preferivo i suoi occhi alla strada.
 
Mi fermai in un parcheggio dove l'unica luce proveniva da un vecchio lampione alla fine del corso.

Ricordo che la pioggia picchiettava dolcemente sul tetto dell'auto
come se tendesse la mano e offrisse il suo aiuto,
come se volesse ripulire due anime sporche prima che fosse troppo tardi.
 
Ma non potè.

I corpi si unirono e gli sguardi incrociarono.
Echi di sospiri persi rincorrendo ansimanti sogni infranti
che sembravano prender persino vita in quella notte 
mentre fuoco e fumo grigio spento
marchiavano la pelle e l'anima.

Lei,

Quella sera,

Disse che mi amava,

E fu drammaticamente divertente.
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