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"It doesn't matter what you do, as soon as you do it with Passion.."

Fame

​Il mostro si accinge ad uscire da dentro, 

Vissuto in fame e di desiderio,

Si agrappa a me, che sono troppo serio,

Ma ha sempre piu fame e non lo contengo,

Io lo contenevo, non sapevo che fare, ma lui continuava, ad aver sempre piu fame,

Io lo sfamavo ma non sapevo che fare, lui continuava ad avere piu fame.

É insaziabile il tuo desiderio, e il tuo gusto é orrendo, schifoso e misero.

Mi spaventa pensare chi ti potrebbe guardare, per questo ti tengo in me, a far la fame.

Ma tu ti sei stufato e mi hai sovverchiato, 

In un balzo solo tutto hai rovinato,

Io mi credevo meglio ma forse ho sbagliato, 

Come potevo vivere con te affamato?

Hai sete di sangue, di sesso e dolore,

Non posso soddisfare le tue infinite voglie,

 Sei un buco nero, mio vero tormento,

E sempre mi torturi quando ti tengo dentro, 

Ma cosa posso fare? Lasciarti andare?

Io sono per bene, non voglio annegare,

Nel sesso, nel sangue e nel dolore, non voglio affrontare le mie voglie.

Mentre io ti torturo, tu lo stesso fai,

Nella mente mi schiacci,

e mi tormenteraí.




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Burning through myself

Consuming myself,
driven by the hell that lives inside me.
The monster I am
is gushing out
from my brain,
into my stomach.

He knows no love,
he chooses no limits.
He will consume me,
torturing my mind.

I cannot fight
what lives inside of me.
I chose to hide,
to let it live within.

But he will rise
and burn my life.
How can I find
the strength to fight?
How can I choose
to kill my soul?

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Ascolta i tuoi gridi silenziosi.

Un cuore che parla vive nei tic del uomo moderno,

ogni movimento estraneo alla norma, esprime disdegno, ribellione,

urla alla liberazione.

L'uomo di adegua e si standardizza, si integra e perciò si pressurizza.

La sua anima grida, schiacciata dalla sua facciata.

Una maschera che cela l'ombra rinnegata.

L'uomo stesso non si guarda,

ormai nemmeno si parla.

Non si relaziona più con se stesso,                        non sa che esiste!

                                                                        Si! Proprio dentro se stesso.

Nel cuore dell'uomo moderno, c'è un pozzo che contiene l'eterno,

ogni desiderio e tentazione, l'uomo comprime in una contrazione.

Un muscolo teso e irrigidito, un sorriso falsato che in se s'imprime.

Una schiena tesa e ben piegata,

nessuna verità verrà più mostrata,

ne ad altri ma nemmeno a se stesso, 

abbandona tutto pur di non esser più se stesso.

Una volta eri, ed avevi paura, ma poi hai nascosto la tua natura,

oggi non sei ed hai ancora paura, valeva la pena nasconder la tua stortura?





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Guardati in faccia, non alle spalle.

Possa dall'uomo nascere un attimo di pace,

possa la sua fame tornare ad esser vorace,

possa il bambino tornare ad esser vivace,

e possa il saggio sfruttare il suo esser sagace.

E se questo mondo non ti piace, perchè con te stesso non torni a far la pace?

E se morissi ora, senza pace, ne appetito, depresso e instupidito, 

non preferiresti tornar ad essere un bambino, in pace nel suo bel casino?

Come un accumulo, come un detrito, tratti il tuo mostruoso appetito,

e come un violento mostro sessuale, tratti il tuo appetito carnale,

e come putrida escrescenza usi la tua intelligenza, 

ma soprattutto non vuoi la pace, ti fai del male e ormai ti piace.





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Ogni alba è preceduta da un tramonto

Il sole accoglie nel suo sorriso, una fetta di terra speranzosa.

Un mondo si arricchisce del suo sorriso, e ne nasce la vita.

Ho capito di non esser solo, dimostrando di aver paura, mostrando la mia natura.

Ho capito di esser polo, per ogni mia disavventura.

Mi credevo un uomo nuovo, ma cercavo assiduamente una cura,

un colpevole ed il perdono. Per la mia natura.
Ma sotto il sole non c'è perdono, non c'è colpevole, non c'è stortura,

ogni uomo è libero, sotto il sole non c'è più tortura.
Mentre giro su me stesso, il sole tramonta.

Io lo aspetto, e di riflesso, mi rivedo nella mia ombra,

vecchio odio, dolore e stortura, questa è la mia tortura.

E ogni volta mi spavento, ho paura di esser solo, ho paura dell'abbandono, che il mio sole non risorga,

che mi ingoi la mia ombra.

E ogni volta mi smentisco, ad ogni alba rinsavisco, "questo sole l'ho già visto!".

Il mio cuore è un crocifisso, sia ricordo di tortura, che origine del mio sorriso.

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