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"It doesn't matter what you do, as soon as you do it with Passion.."

Società decadente

Questo mio triste sfogo descrive in maniera del tutto soggettiva il lento e inesorabile decadimento della cosiddetta società civile: a quanto pare il Rinascimento non è servito a niente... Viviamo in questo medioevale ventunesimo secolo circondati da una alta percentuale di lobotomizzati che si fanno soggiogare da questo consumismo delirante, spendono in maniera compulsiva i loro soldi guadagnati con tanta fatica comprando l'ultimo modello di smartphone, ideato dalla multinazionale con sede a Cupertino e assemblato dai tanti operai pagati a cottimo che vivono nello Stato Global Communist  Cinese, pensando di colmare quel vuoto esistenziale che da anni attanaglia le loro misere e patetiche vite. Tutto ciò è l'equivalente di un cancro che divora sempre più velocemente ogni fibra del loro spirito, non rendendosi conto che dopo pochi secondi l'euforia di possedere quell'oggetto svanisce nel nulla e così possono riprendere a vivere la loro vita patetica e mediocre condita da qualche serata passata sul divano a guardare reality culinari, selfie postati su Instagram, post pseudo profondi postati sulla bacheca di Facebook rubati ad uno dei tanti anonimi "amici" virtuali e per finire le classiche serate passate con gli "amici di sempre" che davanti a te ti sorridono ma appena volti le spalle ti pugnalano. Io facevo parte di quel gregge, mi hanno indotto a prendere la pillola azzurra per essere uno dei tanti numeri che compone una frazione dell'infinito codice della matrice, poi mi sono ravveduto e ho preferito ingerire la pillola rossa, preferisco essere un outsider... una falla che vuole combattere dall'interno questo sistema marcio fino al midollo radendo al suolo, da quelle macerie può rinascere una nuova radiosa società, una sorta di Shangri-La, dove si basa una solida e prospera realtà votata alla filosofia,all'arte e allo sviluppo della conoscenza, un agorà dove possiamo condividere ed esprimere i nostri pensieri liberamente, una sorta di civiltà ellenica 2.0, non voglio vivere in questa moderna babilonia in cui le classi politiche,sociali predominano e sottomettono ogni singolo individuo, dove la xenofobia dilaga a macchia d'olio. Qualcuno leggendo questo post potrebbe pensare che tutta questa accozzaglia di parole siano il frutto del solito uomo mediocre frustrato a cui la vita gli ha negato ogni tipo di gioia e che con una sottile e velata vena ipocrita condanna con frasi denigratorie e irriverenti tutto ciò che lo circonda. Forse è così, forse no, chissà...


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davide
Se posso essere sincero lo trovo di una banalità disarmante
Venerdì, 13 Aprile 2018 15:03
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E sangue nero sgorgò dalle mie vene

​E così tutto finì, senza nessuno a supplicarmi di restare, senza ricordi a cui aggrapparmi, senza nulla che mi colleghi a questo mondo. Giaccio nella banalità di una vita qualunque di un giorno qualunque di un mese qualunque, senza senso, senza emozioni, senza desiderio di rivalsa. La morte più reale e lontana dall'immaginazione, disinteressata dal procurare dolore a qualcuno e a me stesso, ciò che non vorremmo mai vivere, col freddo che inonda il mio corpo e il sangue che lascia la mia anima marcia, la logica e le emozioni non dominano più, la liberà è inauditamente vicina, una scelta con delle conseguenze precise, un obbiettivo che mai mi posi nella mia breve vita, eppure mi rendo conto che non c'è nulla di spettacolare, mi rendo conto di non desiderare aiuto, di non desiderare realmente tutte le fantasie che ho sognato ad occhi aperti fin ora, ho fatto ciò che serviva per vivere ed ora ho deciso nella mia stretta liberà di fare ciò che serve per morire, sono sempre stato sconsolato dall'obbligo di vivere e finalmente ho raggiunto la pace agognata, E sangue nero sgorgò dalle mie vene.

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H-H

E ora ci sei tu. Odio iniziare con "e" gli scritti,ma questa volta non si può iniziare meglio. Non so se fare un paragone sia giusto,con la felicità. Non credo tu sia simile alla mia felicità,credo tu sia la mia felicità. Sembra quasi che ci sia un'altra forza,esteriore,a farci incontrare,due persone che non si conoscono,ma forse non sempre serve tempo per essere felici. Basta poco,due parole forse,o un bacio. Io credo di poter dirti questo. Vediamo,se poi si trasforma la cosa in quello che voglio. Mi dicono che sei seria,che fai pagare gli errori il giusto prezzo. Mi piacciono le sfide,mettere tutto in bilico per vedere quanto ci tieni,e se poi ti perdo,capirò che in realtà non ho cuore,perchè lo sto cercando dappertutto,e poi mi accorgo che tu non ci sei,e allora mi ricordo dove l'avevo messo. Devo vedere fino a quanto ti spingi,per essere certa che io ci sarò. In realtà,non mi conosco nemmeno io,sono follemente perso nelle strade,mi perdo e mi perderò. Ma so che tu,se sarai così legata a me,capirai che in realtà non hai cuore,perchè lo stai cercando dappertutto,e poi ti accorgi che non ci sono,e allora ti ricordi dove l'avevi messo. E ora ci sono io.

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chi sono ?

chi sono ?

​è una domanda che mi pongo spesso,ma non trovo mai una risposta

ormai il mio essere è nascosto sotto decine di maschere

allo specchio vedo un estraneo che mi sbeffeggia con la sua sola presenza

queste maschere mi intrappolano in una gabbia senza sbarre

posso sempre uscire, ma non lo faccio mai

la paura mi tiene legato

la paura di chi sono davvero è persistente e non se ne va mai

ma qui io sono libero di cercare me stesso

forse solo nella notte più oscura posso trovare la mia luce

piacere sono Corvo e non ricordo il mio nome



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18 pt.2

​Tra venti minuti sarà il mio compleanno. Dentro di me non cambierà nulla ma per gli altri si, le persone mi vedranno come un uomo, avrò delle responsabilità, sarò costretto a muovermi, dovrò uscire dal limbo, il limbo che mi teneva al sicuro, che mi permetteva di non scegliere. A mezzanotte non potrò più non scegliere, dovrò comportarmi da maggiorenne, cazzo! Che cosa ho fatto in 18 anni? Cosa ho combinato? Nulla! Penso di essere il classico fallito, che vive solo perchè è stato creato, cavolo, ho sempre vissuto alle spalle degli altri, approfittando non appena ne avessi avuta l'occasione. I 18 anni per me non esistono, la mia, è una vita non vissuta, alla fine che cosa posso raccontare della mia vita? Nulla, perchè probabilmente la mia vita è stata "una vita" fino ai 14 anni (anche se molte volte mi chiedo se quei 14 anni non siano stati anch'essi buttati o non soddisfacenti) poi quell'avvenimento, quel trauma che mi ha cambiato la vita che ha scritto la mia decadenza, da quel momento ho avuto paura, ho cominciato a guardare le persone con un altro occhio, dopo il fatto tutti erano nemici, credo che quell' episodio mi apri gli occhi sul mondo, in qualche modo segnò il passaggio all'adolescenza, un' adolescenza che non sarà mai vissuta. E se quell'avvenimento non fosse successo? A quest' ora la mia vita sarebbe diversa? oppure no? è proprio questa la domanda che mi pongo in continuazione, la mia vita sarebbe stata diversa senza quell'episodio? Oppure il mio destino era proprio quello di non vivere l'adolescenza? Non lo so l'unica cosa che so e di aver perso tempo, di aver perso una fase fondamentale della mia vita che non tornerà. Ma devo rassegnarmi non otterrò mai delle risposte alle mie domande.

La verità non può essere trovata.

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